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Sicurezza

Il punto di partenza del nostro programma sulla sicurezza è ben riassunto nell’enunciato di principio del Manifesto di Saragozza, elaborato in occasione del Forum Europeo sulla Sicurezza Urbana del 2006: “La sicurezza è un bene comune essenziale, indissociabile da altri beni comuni, quali l’inclusione sociale, il diritto al lavoro, alla salute, all’educazione e alla cultura. Occorre rifiutare qualsiasi strategia che punti ad utilizzare la paura, ricorrendo invece ad interventi atti a favorire una cittadinanza attiva, la consapevolezza dell’appartenenza al territorio urbano e lo sviluppo della vita collettiva. L’accesso ai diritti contribuisce a facilitare il diritto alla sicurezza”. Siamo consapevoli che nella popolazione si è diffuso un crescente sentimento di insicurezza, soprattutto nelle fasce sociali più deboli. Le destre soffiano sul fuoco delle umane paure e le enfatizzano ad arte per giustificare sempre più gravi limitazioni delle nostre libertà e dei nostri diritti, senza peraltro conseguire alcun risultato tangibile in termini di miglioramento di vita delle persone. Occorre perciò ripensare, con coraggio, il modello di sicurezza che vogliamo: la nostra città deve essere sicura e al contempo libera, aperta, civile. Non saranno armi e repressione lo strumento strategico primario per curare le nostre paure, ma una seria analisi delle cause del disagio sociale, che esiste e che è grave. Servirà stimolare il Ministero dell’Interno affinché vengano assunti in Polizia i lavoratori necessari a monitorare il territorio. Si dovrà poi rafforzare l’organico della Polizia Municipale, affinché possa agire come presidio civile diffuso, specie nei quartieri più difficili. Si dovrà sostenere il piccolo commercio, un naturale antidoto contro l’insicurezza, e gli spazi pubblici, specie quelli di aggregazione, dovranno essere curati e accessibili. Sfruttando le proprietà comunali attualmente inutilizzate, l’Amministrazione favorirà inoltre l’insediamento di associazioni e gruppi di volontariato nei quartieri più difficili, in modo da mettere in moto buone pratiche di comunità. La valorizzazione degli spazi per le arti e la circolazione di idee e cultura dovranno qualificare l’azione della prossima Amministrazione ed essere un mezzo per diffondere il sentimento del vivere in pace all’interno di una comunità serena, coesa, dove nessuno si senta escluso e abbandonato. Dobbiamo lottare contro l’esclusione sociale delle persone più svantaggiate e marginalizzate, offrendo loro percorsi legali di inclusione sociale e risvegliando contestualmente il loro senso civico e la loro responsabilità nei confronti degli altri e dei beni comuni.

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