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Salute, dignità, disabilità

Vogliamo rilanciare il servizio pubblico di iniziativa, capace prevenire le emergenze e di promuovere la crescita delle persone e della comunità locale.
Abbiamo bisogno di sviluppare un approccio scientifico alla conoscenza del territorio e dei suoi bisogni per garantire servizi efficaci e un uso responsabile delle risorse.
A Livorno occorre un nuovo Piano Integrato di Salute che permetta di individuare i principali fattori di rischio socio-sanitario, di definire le migliori strategie di presa in carico dei bisogni e di pianificare gli interventi.
Abbiamo bisogno di un nuovo ospedale, con specialistiche di alta qualità e una dotazione di posti letto e operatori adeguata. L’ospedale dovrà essere integrato in un sistema di servizi territoriali di prossimità, con l’apertura delle tre Case della Salute previste sul territorio (una delle quali dovrà sorgere nei quartieri nord).
Dobbiamo rilanciare le RSA pubbliche, chiedendo alla Regione più quote sanitarie e sperimentando nuovi modelli di gestione. Vogliamo mettere in campo un Piano Comunale contro le solitudini e per la socialità, che offra servizi di sostegno e tutela rivolti alle persone anziane.
Nella presa in carico delle disabilità dobbiamo cambiare approccio, adottando l’ottica dei Progetti di Vita, dando piena esecuzione ai Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche, garantendo la qualità inclusiva della progettazione degli spazi pubblici, combattendo i comportanti prevaricanti.
Vogliamo lanciare una nuova politica comunale di contrasto alla povertà, con assunzioni nei Servizi Sociali, maggiori contributi a chi è in difficoltà, una fiscalità comunale più progressiva a vantaggio dei redditi più deboli, maggiore collaborazione col Terzo settore per la personalizzazione degli interventi.
Dobbiamo assicurare opportunità educative ai bambini più svantaggiati, rimodulando le rette per i servizi 0-6 e la ristorazione scolastica e sostenendo le famiglie nell’acquisto dei libri di testo. Dobbiamo garantire a tutti scuole sicure e prolungarne l’orario di apertura per offrire a ogni quartiere luoghi di aggregazione, ricreazione e servizio ad alta intensità educativa.
Vogliamo dare una casa dignitosa a chi ne ha bisogno, reperendo nuovi spazi per l’emergenza abitativa e promuovendo il graduale rientro nella legalità di chi oggi vive in case occupate. Vogliamo azzerare il canone concessorio che Casalp paga al Comune per liberare risorse da investire nel ripristino del patrimonio ERP.

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